Intervista a M.A. Farina Coscioni

Cure palliative imperfette

di Simonetta Dezi

E’ passata sotto  assoluto silenzio mediatico l’approvazione all’unanimità, da parte della Camera, del disegno di legge che tutela il diritto alle cure palliative e alle terapie del dolore non solo per i malati terminali. Strano, per un provvedimento, che, sebbene con alcuni limiti, cerca di risolvere alcuni nodi che fanno dell’Italia uno dei Paesi ancora troppo indietro, dal punto di vista culturale e sanitario, nell'approccio al dolore fisico. Il sì definitivo comunque, ancora non c’è stato e ora il testo passerà all’esame del Senato,  con il rischio di modifiche che non è detto andranno nella direzione del miglioramento. Tra le principali innovazioni: la costituzione di una rete di hospice, la semplificazione dell'accesso ai farmaci contro il dolore e una certa attenzione alla specifica preparazione professionale degli operatori.   Il disegno di legge, inoltre specifica che sono ''cure palliative'' l'insieme degli interventi finalizzati al benessere dei malati terminali, per i quali le cure non servono più ai fini della guarigione, mentre le ''terapie del dolore'' sono quelle applicate alle ''forme morbose croniche'' e servono al controllo del dolore.  Temi fondamentali, che avrebbero bisogno di scelte ancora più coraggiose soprattutto per quel che riguarda i finanziamenti, la formazione universitaria del personale sanitario e la disponibilità dei farmaci cannabinoidi.
   Di "compromesso al ribasso" e di "legge da perfezionare al Senato" parla il deputato radicale Maria  Antonietta Farina Coscioni . ‘’In Italia – afferma la parlamentare  - è evidente che la cultura medica considera la sofferenza altrui come un valore da preservare, infatti il nostro paese si colloca al 101° posto al mondo per consumo di morfina, 46 dosi medie quotidiane per milione di abitanti contro le 1.462 della vicinissima Francia e le 6.430 della Danimarca. In questa graduatoria dell'indifferenza e della non curanza, siamo preceduti anche dall'Eritrea, dal Congo e dalla Cambogia’’.  Secondo l’on.  Coscioni è positiva l`approvazione dell’emendamento sulla prescrizione semplificata, per il quale il medico potrà prescrivere gli antidolorifici sul ricettario ordinario e  il farmacista dovrà conservare per due anni una fotocopia della ricetta.  ‘’E’ necessario che in Senato – incalza la parlamentare –  venga approvata  l`introduzione della libera importazione dei cannabinoidi reperibili solo all`estero,  il Dronabinol e il Nabilone, utilizzati in terapie farmacologiche,  non sono ancora sul mercato nazionale. Il malato è costretto a richiederli all'estero a suo carico, tranne nei casi di somministrazione in regime di ricovero ospedaliere o  ad ammalarsi in città, come Bolzano, Crotone e Roma,  le cui aziende sanitarie locali prevedono un rimborso’’
Tra i limiti della legge, sottolinea l’on. Coscioni ‘’è proprio quello di non aver costituito una vera rete nazionale, ma di aver lasciato di fatto un assetto regionale che non cancellerà quella tradizionale disomogeneità tra Nord e Sud’’. Per assicurare le cure palliative e le terapie del dolore, che sono inserite nel Piano sanitario nazionale come obiettivo prioritario, viene istituita infatti su base regionale una apposita ''rete'' dei centri per le cure terminali (hospice) e l’assistenza domiciliare. La rete, che in teoria dovrebbe essere omogenea a livello nazionale, è costituita dall'insieme delle strutture sanitarie, sia ospedaliere che territoriali, e assistenziali, nonché delle figure professionali, che provvedono all'erogazione delle cure: non sono previste figure specifiche e specializzate. Manca, fa notare l’on. Coscioni , una formazione autonoma universitaria.
 
 Infine, per quanto riguarda i fondi la legge stanzia una quota fissa di 50 milioni di euro, piu' 100 milioni di euro inseriti dal 2009 tra gli obiettivi di piano del fondo sanitario nazionale. Perche' le risorse vengano effettivamente destinate alla cura del dolore, la nuova legge prevede che le Regioni inadempienti non potranno accedere per l'anno successivo ai finanziamenti sanitari nazionali.
 

Martedì, 6 ottobre, 2009 - 15:01

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