Cronaca di una consegna contrastata

a cura della redazione

L’appuntamento per la consegna delle firme è fissato alle 10.30. Nonostante la giornata lavorativa, un centinaio di persone tra militanti e firmatari si è presentato per festeggiare nei giardini di piazza Venezia e poi recarsi in Campidoglio. Un momento, sempre più raro nel nostro Paese, di democrazia, di partecipazione civile, appassionante e appassionato. Beppino Englaro, dopo aver saputo dell’entusiasmo con cui sono state raccolte così tante firme, ha deciso di unirsi a noi ed è intervenuto dal palco insieme a Emma Bonino, Marco Pannella, Marco Cappato, Mina Welby, Mario Staderini, Luisa Panattoni ed il regista Carlo Lizzani. Quando però, armati di otto scatole contenenti le firme e nulla più, abbiamo iniziato a salire la scalinata del Campidoglio, ecco la sorpresa: un cordone di poliziotti in assetto antisommossa ci sbarra l’accesso. Una scena patetica ed assolutamente illegittima, come se per andare a fare un certificato fosse necessaria l’autorizzazione della questura. In pratica, per oltre un’ora ci è stato impedito fisicamente di consegnare le firme perché in piazza del Campidoglio il Sindaco stava facendo delle interviste ed avremmo recato disturbo con il nostro passaggio. Solo dopo aver denunciato il sopruso davanti alle telecamere ed in diretta a Radio Radicale, chi portava le scatole è stato autorizzato a passare pur se guardato a vista dalla polizia. E gli altri? Costretti a fingersi turisti!

Martedì, 9 giugno, 2009 - 17:48

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