Parlamento LE MODIFICHE AL DDL

Così stanno svuotando il biotestamento

di Luigi Manconi

Una negazione del principio stesso che dovrebbe ispirarlo: formalizzare, riconoscere e rendere cogente la volontà di autodeterminazione del paziente

testamento biologicoL’ultimo emendamento approvato in Commissione Affari Sociali della Camera, quello della leghista Laura Molteni, che limita la sola possibilità di Testamento biologico alla sua versione scritta (escludendo documenti video e altro ), segnala quella che ormai è una irresistibile tendenza. Ovvero, lo svuotamento del testamento stesso. In altre parole, dopo aver accettato in teoria quello strumento, si opera alacremente per ridurne la portata, ostacolarne la possibilità di ricorrervi, gravarlo di vincoli e clausole, limiti e impedimenti: al punto da renderlo un mezzo assai gracile e alla resa dei conti scarsamente utilizzabile. E’ successo così che di fronte a una crescente sensibilità dell’opinione pubblica a favore della possibilità di documentare le proprie volontà si è dovuto accogliere l’ipotesi di direttive anticipate di trattamento, ma contemporaneamente se ne sta compromettendo irreparabilmente il significato e tanto più l’utilizzo.

Si può dire, in altre parole, che si rischia di avere un Testamento biologico che nega il principio stesso che dovrebbe ispirarlo: il fatto cioè di formalizzare, riconoscere e rendere cogente la volontà di autodeterminazione del paziente. Intervenendo qua, emendando lì, introducendo un ostacolo da una parte e un’esclusione dall’altra, del Testamento biologico ormai non resta quasi più niente. L’unica speranza rimasta può viaggiare ora su due binari: quello della mobilitazione sociale e della coscienza pubblica, che vadano oltre il dettato della legge, mettendola in mora con la forza di una domanda che si esprima sul piano giudiziario (a Cagliari è stato riconosciuto, da più sentenze, il diritto di indicare nell’amministratore di sostegno il proprio fiduciario per quanto riguarda le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento). L’altro binario sul quale operare è rappresentato dal fatto che un numero crescente di amministrazioni locali sta istituendo registri dei testamenti biologici, che si aggiungono a quelli già attivi. Se si procedesse in questa duplice direzione, in effetti quella per un Testamento biologico intelligente ed efficace sarebbe una battaglia ancora tutta aperta.

Luigi Manconi
Sociologo, Presidente dell'Associazione "A Buon Diritto"

Mercoledì, 21 aprile, 2010 - 20:18

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