SCHEDA TECNICA

Cellule e ricerca, non solo embrionali

di Carmen Sorrentino

Come più volte spiegato su queste pagine, la ricerca sulle cosiddette staminali riguarda in realtà varie tipologie di cellule. L’esigenza di semplificare l’informazione ai fini del dibattito mediatico ha ridotto le staminali a una dicotomia adulte-embrionali, in una prospettiva manichea buone contro cattive, dove di volta in volta le cellule buone sono le embrionali o le adulte, a seconda che siano buone per la ricerca (per certi ricercatori) o per l’etica (o meglio per certi bioeticisti).

Scientificamente parlando le varie cellule possono essere classificate in base alla loro sorgente di derivazione o alla loro potenzialità. Questa riguarda la capacità di riprodursi in tutti i tessuti, solo alcuni o solo in cellule, più o meno specializzate. In base a questa capacità si possono distinguere pertanto quattro tipi di cellule staminali, dalle più alle meno potenti:
le totipotenti
le pluripotenti
le multipotenti
le unipotenti.
In base alla sorgente di derivazione sono principalmente classificate come embrionali, fetali, amniotiche e adulte. Anche se non tutte le embrionali sono umane, anzi per lo più sono derivate da embrioni animali, quelle che solitamente si nominano e più preoccupano il Vaticano sottintendono l’attributo umano. Poi sono arrivate le cosiddette “riprogrammate” ossia le iPS (induced pluripotent stem cells), le pluripotenti indotte, cellule adulte riportate dal ricercatore giapponese Yamanaka al livello delle embrionali attraverso un processo complesso chimico che nella migliore tradizione manichea doveva sollevare ricercatori e finanziatori dai loro dubbi bioetici. Questo avveniva nel 2007. Salvo poi leggere dopo quasi cinque anni su Nature Biotechnology che la diversa derivazione delle cellule non crea quasi incertezza nei cittadini statunitensi, se lo scopo della ricerca è trovare nuove cure. Eppure per anni Bush ha posto il veto sul finanziamento della ricerca sulle staminali derivate da embrioni soprannumerari e per dei mesi il giudice Lambert ha impedito alle agenzie statunitensi di finanziare la ricerca sulle cellule embrionali, perché a suo dire violava la legge. Ora il Dipartimento di Giustizia gli ha imposto di porre fine alla causa. Intanto in Corea del Sud è stata annunciata la creazione di una banca di pluripotenti indotte, che secondo le dichiarazioni ufficiali saranno messe a disposizione per scoprire nuovi farmaci.

Giovedì, 28 luglio, 2011 - 11:39

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