Caro Luca, cancelleranno la parola libertà dalle nostre coscienze

di Piergiorgio Welby

 PIERGIORGIO WELBY

Luca Coscioni non l´ho mai incontrato. Sembra strano che io dica di si, ma l´ho conosciuto con il cuore. Per me era una di quelle persone carismatiche che non ha bisogno di essere presente fisicamente per farsi seguire. I suoi comunicati e interventi erano asciutti e sintetici al massimo. La Sla lo ha imprigionato in questi spazi ristretti di risparmio di energia. Con Piero parlavamo di questo. A distanza di quasi dieci anni ricordo i commenti sull´ingresso di Luca in politica. Inizialmente avevamo l´impressione che fosse una macchina costruita ad arte dai Radicali per strumentalizzarlo, ma furono gli interventi di Luca stesso, senza nemmeno una approfondita ricerca su internet, a farci capire che il giovane professore voleva mettersi in gioco. Usare il proprio corpo malato, per dare vita a un movimento che Piero stesso vide con entusiasmo e che gli diede la forza per allestire quella zattera di salvataggio per tutti quelli che come lui vogliono mettere in salvo il libero arbitrio, anche nel momento in cui non si ha più la capacità di esprimersi. Con il motto "non è mai troppo tardi" seguì il maratoneta. Nei vari documenti ho scoperto quanto mio marito lo stimasse. Alla nascita dell´Associazione Luca Coscioni Piero era collegato in teleconferenza e si sentì sinceramente onorato quando Luca lo volle nel consiglio. Fu uno stimolo fortissimo lavorare nel programma per la libertà di ricerca e divenne un impegno importante nella sua vita.
Mina Welby
 
Dagli scritti di Piergiorgio Welby:
Il sogno di Luca era quello di liberare la ricerca e dar voce, in tutti i sensi, ai malati. Il suo sogno è stato interrotto. Ora siamo noi a dover sognare anche per lui. Se sognare un poco è pericoloso, scriveva Marcel Proust, la sua cura non è sognare meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo.
… Proviamo a discutere della sperimentazione sugli embrioni usando il mai tramontato -triangolo hegeliano- incardinato tra tesi, antitesi, sintesi. SINTESI: nessuno obbligherà mai mons. Sgreccia a sottoporsi ad una terapia considerata, da lui e dai fedeli,immorale … ma dalla Chiesa e dai suoi fedeli si deve pretendere la stessa coerenza di quel Testimone di Geova che non proibiva a nessuno di sottoporsi a quella trasfusione da lui rifiutata. TESI: il prof.Dulbecco sostiene che dai risultati della ricerca sugli embrioni potrebbero trarre giovamento 12milioni di Italiani affetti da patologie oggi incurabili. ANTITESI: mons. Sgreccia sostiene che l’uso degli embrioni nella ricerca scientifica è immorale perché l’embrione è vita … usciamo dall’ambiguità, dice “vita” ma intende altro … infatti se la soglia invalicabile dell’agire umano fosse delimitata dalla sacralità della vita … ci troveremmo in una situazione insostenibile, dal batterio all’agnello … tutto è VITA! … quindi chiariamo lo Sgreccia-pensiero: “L’uso degli embrioni nella ricerca scientifica è immorale perché l’embrione ha l’anima”. Posizione legittima.
Forza Luca!
Qualcuno ha parlato di olocausto altri hanno insinuato che si vorrebbero sopprimere gli embrioni femmina per favorire gli embrioni maschio c’era chi paventava l’incubo di genitori edonisti preoccupati solo di avere figli con occhi azzurri e capelli biondi, eugenetica positiva! I più moderati facevano capire che loro alla legge erano contrari ma avrebbero votato a favore solo per far cessare il Far West! Ho immaginato John Wayne che impiccava gli embrioni senza processo … ho riso! Poi ho immaginato i milioni di malati che questa legge avrebbe impiccato con regolare processo … ho smesso di ridere! So che tu non stai ridendo, ma Oscar Wilde diceva che il mondo ha sempre riso delle proprie tragedie, ed è questo l'unico modo in cui è riuscito a sopportarle.
Per 365 giorni abbiamo visto il Pontefice ordinare la salvezza degli embrioni e condannare la ricerca scientifica libera, abbiamo ascoltato i soliloqui, non quelli di S. Agostino, di ospiti dei talk show che, ad ogni ora del giorno, tra un pannolino ed un assorbente, dicevano la loro sulla sacralità della vita. E poi gli sceneggiati dei santi, dei monaci, delle suore, il tutto guidato da Madre Teresa e Padre Pio (adesso dicono che una sua statua stia piangendo …rimorsi?). Il prossimo round vorrei che a parlare fossero i Flamigni, i Neri e i duemila ricercatori e scienziati che ritengono questa legge impraticabile e contraddittoria.
Caro Luca, spero che la parola torni alla scienza. Non è vero che la scienza non abbia un’etica.L’etica della scienza è quella che nasce nella comunità scientifica dove i problemi vengono dibattuti. È lì che la collettività deve cercare le risposte. Il singolo è libero di adeguarsi alle risposte del Papa, del Rabbino, dell’Imam, del Dalai Lama …ecco la parola che rischia di essere cancellata dalle coscienze: “Libertà!”. Libertà di scegliere, decidere, rifiutare, accettare. La differenza tra – noie – loro- è che noi offriamo una scelta, loro impediscono di scegliere.
Quando, pochi giorni fa, ho sentito Maria Antonietta, ospite alla trasmissione “Cominciamo bene”, dire che Luca, la notte, “chiedeva” di cambiare spesso posizione, ho avuto un flash-back : ho rivissuto l’orrore delle notti che precedettero il coma. Dopo aver cambiato posizione un’infinità di volte, aspettavo l’alba seduto in carrozzella nella speranza irrazionale che il sole del mattino, insieme alle tenebre, scacciasse anche quell’oppressione che mi schiacciava il torace. Intuivo che se anche Luca era arrivato a quel punto non avrebbe potuto resistere ancora a lungo. Gli ho scritto per convincerlo a provare una bipap (ventilatore a pressione positiva), ma aveva già fatto le sue scelte, e la Sla non dà scampo. 
Venerdì, 26 Febbraio, 2010 - 13:17

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