Campa proibizionismo che l'erba cresce

di Claudia Sterzi

I Liberali Europei e il centro di ricerca illicit Drug Market hanno documentato - dati alla mano - l'intreccio tra proibizionismo, corruzione politica, criminalità e violenza.

Un workshop sul mercato illegale delle droghe, per fare il punto su oltre un decennio di politiche proibizioniste targate ONU. Lo hanno organizzato lo scorso 13 e 14 novembre, presso il Parlamento Europeo, il centro di ricerca Illicit Drug Market e il gruppo ALDE (Liberali e Democratici Europei), rappresentato in quella sede dal Segretario dell’Associazione Luca Coscioni Marco Cappato. F. H. Cardoso,già presidente del Brasile, ha aperto i lavori illustrando come nella realtà brasiliana il mercato delle droghe si intrecci con la corruzione politica, la criminalità e la violenza. I costi in vite umane muovono ad un ripensamento delle politiche repressive radicate in visioni ideologiche;occorre partire dai dati, affidando i tossicodipendenti al sistema sanitario e non a quello carcerario e depenalizzando le piccole quantità di cannabis. Jennifer Hillebrand, dell’ EMCDDA,ha esposto uno studio svolto su Internet: sono risultati reperibili più di 500 prodotti. Il mercato risponde ai meccanismi di controllo di nuove sostanze con la produzione di nuove molecole per sfuggire ai controlli, in tempi che risultano nettamente più brevi. Ponendo un fermo legislativo ad una determinata sostanza, il mercato dell’offerta si espande immediatamente e in maniera esponenziale in direzioni affini ma diverse. Quindi un mercato centralizzato ed organizzato dell’offerta,efficace e rapido nella risposta alle politiche proibizioniste messe in atto nell’ultimo decennio. Jorrit Kamminga, dell’ICOS,ha tenuto una relazione sullo stato del progetto “ Papavero come medicina”, che parte dalla constatazione di come in Afghanistan, nonostante gli sforzi di contrasto messi in atto con consistenti impegni delle comunità internazionali, la coltivazione di papavero e la produzione di oppio siano in continuo aumento. Il mercato dell’oppio si intreccia strettamente con l’economia e la politica e incide negativamente sulle possibilità di ricostruzione e di sviluppo. La relazione dice molto chiaramente come “in Afghanistan, le attuali politiche di guerra alla droga sono in contrasto con i progetti delle comunità internazionali di stabilizzazione, sviluppo e ricostruzione”.Carla Rossi, dell’Università di Tor Vergata, ha presentato qualche esempio dei problemi relativi alla disponibilità e alla qualità dei dati nella comprensione dell’evolversi dei mercati illeciti di droga. Le discrepanze tra i dati ONU e quelli del Dipartimento di Stato USA sui numeri delle eradicazioni di coltivazioni di oppio, coca e canapa,il fatto che gli ettari coltivati siano ogni anno comunque di più, per esempio, suggerisce come e radicando nuove coltivazioni si spinga il mercato ad un maggior rendimento per ettaro. Un approfondimento sulla misurazione dei vari segmenti di popolazione coinvolti nei mercati illegali di droga, in Italia, è stato fornito da Antonella Baldassarini,dirigente di ricerca dell'ISTAT. Nuovi strumenti di valutazione sono necessari; al momento risulta infatti difficile assemblare dati derivanti da fonti diverse, mentre la opportunità di comprendere in modo esplicito le transazioni illegali nei conti pubblici è riconosciuta ufficialmente dal Sistema Europeo dei conti nazionali ( ESA95). I dati presentati si riferiscono al mercato di eroina, cocaina,cannabis, anfetamine, Lsd e ecstasy;utilizzando come indicatori indiretti i dati rilevati dalle fonti informative, nonché altri indicatori, è possibile stimare l’ammontare dei consumatori,sommando le 6 sostanze prese in esame, in circa 3,800.000, dei quali 830.000 abituali. La giornata è stata conclusa da Ambrose Uchtenhagen, dell’Università di Zurigo, con un intervento che ha preso in esame le politiche messe in atto fino dagli anni’90, quando si verificò un notevole aumento del consumo, della produzione e dell’esportazione di cannabis. Le “4 politiche pilastro”, stabilite nel 1991, prevenzione,trattamento, riduzione del danno, inasprimento legislativo,portarono, per l’eroina,ad una diminuzione delle morti per overdose e dei crimini correlati, mentre per la cannabis non ottennero effetto. Nel1999, il “Cannabis Report” raccomandò la depenalizzazione per l’uso e la produzione personali,la disponibilità per l’uso medico, tolleranza per la produzione e la vendita controllate;nel 2001 il Governo federale propose una revisione della legge sui narcotici basata sul report,rifiutata dal parlamento nel 2004.

Giovedì, 14 maggio, 2009 - 17:31

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