Aziende sanitarie: "obiettrici di fatto"

di Alberto Sciolari

 Qual è lo status dei malati che necessitano di farmaci derivati dalla cannabis dopo la legge Fini Giovanardi? La Fini-Giovanardi non ha alcun possibile effetto sui farmaci cannabinoidi regolarmente prescritti ed importati, da quando il THC è in tab. II sez. B (2007) delle sostanze stupefacenti prescrivibili. Ne ha invece moltissimi e particolarmente deleteri sui malati che, non riuscendo per vari motivi ad accedere alla terapia attraverso il canale legale, per il clima intimidatorio verso i medici e per l' illegittimo boicottaggio della legge (DM 11-2-97) da parte delle Asl, coltivano o comunque detengono Cannabis per il proprio esclusivo uso terapeutico.
 Quali sono i lati positivi e quelli negativi della delibera 308 della Regione Puglia? Positivi non ce ne sono. Era già esplicito nella normativa di riferimento (DM 11-2- 97) che i farmaci venissero forniti gratuitamente tramite ospedale, senza limiti di sintomi o patologie, a totale discrezione del medico. Piuttosto, la 308 inserisce pesanti limitazioni all' accesso per i medici e per i malati tutti e non risolve il nodo delle Asl “obiettrici” di fatto, pratica illecita facilmente sanzionabile ed archiviabile con un minimo di buona volontà. Dalla Regione Puglia ci aspettiamo ben di più. La Coalizione per l' accesso alla Cannabis medicinale nella regione Puglia (composta da: Assoc. Luca Coscioni, Assoc. Cannabis Terapeutica, P.I.C.) è quindi su posizioni molto critiche verso la 308 ed ha già ottenuto da esponenti della Giunta la disponibilità e la dichiarazioni di voler procedere rapidissimamente ad un intervento correttivo adeguato. Tuttora, a ben due mesi dagli impegni presi verbalmente dagli esponenti regionali attendiamo ancora la convocazione all' Assessorato alla Salute, per poter rimediare al disastro attuale. Oggi anche i pazienti SM collezionano dinieghi e non riescono ad accedere alla terapia, in Puglia. Non aspetteremo ancora per molto a rendere pubbliche le nostre radicali critiche al merito ed alla forma della delibera attuale: il tempo è ormai scaduto e la nostra proverbiale pazienza anche, non ci piace affatto farci prendere in giro assieme a tutti i malati coinvolti. 
Un commento sulla vicenda di Andrea. Purtroppo sui media la vicenda di Andrea è uscita male, come se il motivo della perquisizione fosse stata la sua terapia col Bediol, o come se la perquisizione stessa avrebbe potuto essere evitata, se la terapia di Andrea con la Cannabis fosse stata a conoscenza dei magistrati di Merano o di Foggia, o delle forze sell' ordine. Queste inesatte ricostruzioni hanno creato un ingiustificato allarme tra i pazienti che stanno percorrendo l' iter burocratico per accedere ai farmaci importati, spingendoli ad entrare in clandestinità e rinunciare a richiedere la Cannabis alla propria Asl, il che invece sarebbe la sola cosa in grado di tenerli fuori e lontano dall' ambito penale. Un danno enorme, esteso anche ai medici i quali già si tenevano alla larga per paura di rappresaglie dalla pacifica possibilità di prescrivere quei farmaci e sono diventati ancor meno disponibili oggi. Dobbiamo tentare un intervento chiarificatore, a partire dall' Agenda Coscioni oggi. 
 
 
Alberto Sciolari è il vice presidente di P.I.C, Pazienti Impaziente Cannabis.
 

 
Lunedì, 9 agosto, 2010 - 16:13

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