Turchia FECONDAZIONE ASSISTITA

Anche la Turchia ha la sua Legge 40

Asli Tolun

Con una normativa varata dal ministero della salute giro di vite sulla libertà dei pazienti sterili di accedere alla fecondazione assistita

legge 40Con la nuova legge a nessuno sarà permesso avere figli tramite la fecondazione eterologa, inoltre non dovranno nemmeno parlarne perché potrebbe essere considerato come istigazione a un atto illegale
La normativa varata dal Ministero della Salute e concernente le applicazioni terapeutiche della procreazione assistita e i centri per la fecondazione assistita in Turchia è entrata in vigore il 3 marzo del 2010.

In sintesi:
• solo le coppie sposate possono usufruire del servizio
• possono utilizzare solo materiale biologico autologo. Non è ammessa la donazione di materiale eterologo
• i centri che violano la norma saranno chiusi per tre mesi dopo la prima violazione e il personale verrà radiato a tempo indeterminato
• se qualche centro indirizza i pazienti o raccomanda loro centri all’estero, quel centro sarà chiuso per tre mesi dopo la prima violazione e a tempo indeterminato nel caso di una seconda
• se viene scoperta qualsiasi violazione, il centro, il personale, il mediatore, la persona incinta e il donatore verranno denunciati alle autorità
• la normativa definisce anche il numero di embrioni che vanno impiantati
• la selezione del sesso dell’embrione è vietata in ogni modo, a meno che non si tratti di evitare il rischio di una specifica malattia genetica
• le cellule e i tessuti riproduttivi non possono essere conservati eccetto che per obblighi medici tipo nel caso in cui si corra il rischio di perdere l’organo riproduttivo e se il solo modo per prelevare lo sperma sarebbe la chirurgia. Le cellule e i tessuti saranno conservati insieme ai risultati dell’esame del DNA del donatore. Dopo un anno di conservazione è necessario raccogliere un altro consenso altrimenti il materiale verrà distrutto. Se vengono conservati embrioni soprannumerari è necessario raccogliere ogni anno il consenso di entrambi i parenti per proseguire la conservazione. Se uno dei due muore o divorziano gli embrioni conservati verranno distrutti
• le informazioni concernenti i clienti che hanno usufruito del servizio verranno inviate dai centri e un dipartimento del Ministero della Salute, cosicché questo possa valutare se è tutto in regola. I funzionari del Ministero della Salute si rifaranno alla sezione 231 del codice criminale turco, il quale stabilisce che “una persona che cambia o nasconde informazioni riguardanti la discendenza di un bambino, sarà punita da uno a tre anni”. Sono preoccupata in molti modi. Innanzi tutto, credo che persone adulte dovrebbero poter scegliere la donazione eterologa di sperma o oociti se lo vogliono. Non ci vedo niente di male. Inoltre, una donna single dovrebbe poter usare sperma donato per avere un figlio, se lo desidera. Ciò non è eticamente sbagliato e attiene alla libertà personale. Ci sono celebrità che hanno utilizzato sperma donato e quelle donne parlano apertamente dell’iter. Infine sono preoccupata per il trasferimento e la centralizzazione della raccolta di dati personali sulle persone che accedono al servizio in quanto vi è il rischio di fughe di queste informazioni. Insomma, sono preoccupata che questa normativa violi la libertà personale.

Traduzione di Carmen Sorrentino

Asli Toun
Professoressa presso il Dipartimento di Biologia molecolare e Genetica dell’Università Boğaziçi di Istanbul, membro dell’Accademia delle Scienze della Turchia e tra i primi contribuenti del fondo Cattaneo- Cerbai-Garagna per la libertà di ricerca sulle staminali in Italia.

Cosa è : Inseminazione artificiale
L’inseminazione artificiale è una tecnica di fecondazione assistita che consiste nell’inserimento di sperma nell’apparato genitale femminile. Può essere omologa – intraconiugale - quando lo sperma utilizzato proviene dal partner della donna oppure eterologa – extraconiugale - se lo sperma appartiene ad un donatore esterno. In Italia, l’inseminazione artificiale eterologa, è vietata dalla Legge 40.

Nelle settimane scorse, la stampa italiana riportava una notizia che già da tempo circolava sul quotidiano di lingua inglese Hürriyet in Turchia: le coppie che si rivolgevano alle cliniche locali per la fecondazione assistita venivano cacciate e quelle che si recavano all’estero una volta tornate in patria venivano perseguitate. Direttamente da Istanbul la professoressa Asli Tolun, che partecipò al primo incontro del Congresso Mondiale per la libertà di ricerca scientifica, descrive la situazione e commenta la nuova legge turca che estende anche all'estero una norma già in vigore per il territorio nazionale.

Giovedì, 22 aprile, 2010 - 21:50

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