Abolire i titoli legali di studio

di Francesco Di Donato

Sono un professore ordinario in servizio presso la disgraziata università italiana e ho un'altra sfortuna, psicologicamente pesante, quella di aver fatto undici anni di permanenza all'estero e quello di essere tornato in Italia con una sindrome depressiva totale, perché in questo Paese tutto si può fare tranne che la ricerca scientifica.
Io sono un umanisti. Insegno storia delle istituzioni politiche. Io e la mia equipe di ricerca, ho 5 ricercatori, perdiamo quasi 3 mesi per organizzare un Prin (progetto di finanziamento nazionale), per vedere poi che questi non vengono mai rispettati, non sono mai produttivi. Sono due anni che io e la mia equipe di ricerca proponiamo un Prin internazionale per studiare le origini del conflitto magistratura-politica in Europa.
E’ un progetto che riguarda sicuramente il campo storico, storiografico, ma e' un progetto di grande attualità, perché riguarda un tema che ha avuto poi un grandissimo impatto. Sono due anni che i nostri valutatori del Prin dicono: questo progetto e' troppo attuale, quindi per degli storici non va bene.
I concorsi sono tipici della mentalità farisaica italiana.
Il concorso serve, ma per mettere in cattedra i somari, perché non c’è la responsabilità di chi lo mette in cattedra, e non nessun senso di responsabilità.
Come se ne esce? Si aboliscono i concorsi dice Strata. Però bisogna fare una cosa preventiva, e cioè bisogna abolire il titolo legale di studio.
Perché se non si abolisce, non si avrà mai un effetto a catena.
Quindi e' evidente che per differenziare il merito bisogna effettivamente procedere con sistemi di ingaggio e i sistemi di ingaggio non possono essere concorsuali.
Ma a monte di tutto questo c'e' la mentalità..
L'immondizia non sta nelle strade, sta nella testa delle persone e quella che sta per le strade non e' che una minima parte. E l'immondizia che sta nella testa delle persone e' notevole, possiamo fare tutte le regole che volete più regole facciamo e meno risultati avremo.
Delle regole ci vogliono e quindi e' necessario almeno farne poche, farle bene, farle chiare, fare poche regole e chiare e in questo modo avere la capacità almeno di farle rispettare.

 

Lunedì, 5 dicembre, 2011 - 14:34

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