Iss

Abbiamo toccato i fondi

di Carmen Sorrentino

La gestione dei fondi alla ricerca da parte dell’ISS ha sollevato, sin dal 2001, dubbi ed interrogativi, spesso rimasti senza risposta

Come mai l'Istituto Superiore di Sanità ha ritenuto solo il 26 novembre di quest'anno di rendere pubblico sul proprio sito e alla stampa il consuntivo dei progetti di ricerca sulle cellule staminali finanziati nel 2003-2005 da una commissione nazionale presieduta dallo stesso presidente dell'ISS Enrico Garaci? La decisione di pubblicare tali notizie e i relativi giudizi è forse una risposta indiretta a tutta una serie di iniziative di deputati e professori vicini all'Associazione Coscioni, non ultima un'interpellanza sull'assegnazione prevista per i nuovi progetti 2007. Quanto al 2003-2005, l'ISS definisce il proprio consuntivo "quanto mai lusinghiero e positivo" e sostiene che i progetti sarebbero "stati valutati e varati o respinti esclusivamente in base al peer review system, ovverosia alle valutazioni e ai punteggi attribuiti a ciascun progetto dai revisori mentre a noi - e non solo a noi - risulta che l'ISS abbia operato in tutt'altro modo, se non all'opposto.

Il finanziamento nasce male: i primi due bandi Per cominciare bisognerebbe capire come mai l'ISS parla di finanziamenti per 17 milioni di euro quando nel Comunicato numero 442 di istituzione della commissione nazionale si legge che questa avrebbe dovuto "decidere la destinazione ai diversi progetti di ricerca del finanziamento annuale di 5 miliardi stanziato dalla legge 23 dicembre 2000 per ciascuno dei tre anni (2001, 2002, 2003), al fine di attuare un programma di ricerche sperimentali e cliniche sulle cellule staminali". Si parla quindi di 5 miliardi di lire pari a circa 2,5 milioni di euro per tre anni quindi 7,5 milioni di euro in tutto e non certo 17. Inoltre, come da più parti ribadito in fase di dibattito politico e scientifico, al primo bando, che fu pubblicato solo nel 2003 - e non nel 2001 come programmato - molti dei progetti giudicati e finanziati dalla commissione nazionale cellule staminali erano stati sottomessi dagli stessi membri della commissione, oltre che dai propri ricercatori/ associati. Risultava evidente il conflitto d'interesse che emergeva in riferimento alla composizione della commissione e all'assegnazione di finanziamenti per progetti presentati dai componenti o ricercatori che lavoravano con gli stessi. Ma nonostante le ripetute richieste di spiegazioni da parte dei partecipanti esclusi nulla fu chiarito. Nell'aprile 2004, la commissione finalmente - a seguito di sollecitazioni - pubblicava i risultati dei finanziati al primo bando. Questa lista, temporaneamente resa disponibile sul web, evidenziava come alcuni membri della commissione (esempio Vescovi - Ospedale San Raffaele, Rebulla - Policlinico Milano, Peschle - ISS) si erano visti finanziare anche 5-7 progetti. Fino al 26 novembre scorso la cifra erogata per progetto nell'ambito del primo bando veniva fornita con un'indicazione di massima, in quanto il documento che riportava i nomi degli assegnatari non riportava la cifra effettivamente assegnata al progetto. Infine a maggio 2004, a seguito di continue segnalazioni effettuate dagli operatori nel settore sui fatti illustrati, dal sito web dell'ISS non risultò più disponibile il comunicato 442 con la composizione della commissione. Quanto al secondo bando per i progetti 2005 - e non il 2002 come inizialmente previsto - in assenza di notizie certe e di un'adeguata pubblicità, negli ambienti scientifici italiani si pensava solo che la probabile scadenza dovesse essere novembre 2004, con approvazione prevista per marzo-aprile 2005 e la successiva comparsa di un documento al link che nessuno è mai stato in grado di aprire, mentre oggi a distanza di più di due anni viene reso pubblico che questi progetti non solo sono stati realizzati ma sono anche conclusi e... con successo!

E finisce peggio: il terzo bando Sul terzo bando è regnato il mistero più assoluto almeno fino a quando tre illustri ricercatori italiani - Elena Cattaneo, Paolo Bianco e Ranieri Cancedda - hanno inviato una lettera al Ministro della Salute per esprimere la loro preoccupazione a riguardo alla trasparenza nei criteri di assegnazione dei fondi per in nuovi progetti di ricerca 2007. Non avendo questi ottenuto risposta, l'On. Poretti ha ritenuto di presentare un'interpellanza urgente alla Camera perché almeno in quella sede istituzionale si fornisse un dovuto chiarimento. L'interpellanza presentata dall'On. Poretti il 22 novembre era volta a chiedere chiarimenti al Ministro Turco sulle modalità di assegnazione dei fondi previsti nella legge finanziaria per l'anno 2007 con la quale sono stati stanziati tre milioni di euro per la ricerca sulle cellule staminali. Il Sottosegretario alla Salute Serafino Zucchelli ha risposto che tra i primi provvedimenti del Ministro Turco vi è stata la revoca di un decreto del 2006 con il quale il Ministro della Salute pro tempore aveva effettivamente erogato finanziamenti per la ricerca con un'assegnazione diretta ad alcuni centri di ricerca, mentre il decreto del Ministro Turco del 21 luglio 2006 introdurrebbe invece il criterio del bando pubblico, con la previsione di una commissione esterna per la valutazione dei progetti pervenuti.

Domande inevase Sulla gestione del programma nazionale cellule staminali l'On. Donatella Poretti, parlamentare radicale della Rosa nel Pugno e membro della giunta dell'Associazione Coscioni, aveva già presentato ben due interrogazioni (che si sommano a una prima presentata durante la precedente legislatura) per chiarire le modalità di assegnazione dei fondi da parte della commissione nazionale cellule staminali istituita nel 2001 dall'allora Ministro Sirchia. In occasione dell'ultima interpellanza l'On. Poretti si è dichiarata soddisfatta di aver "sventato un colpo", cogliendo tuttavia l'occasione per ribadire che le precedenti interrogazioni, che cercavano di fare chiarezza sui precedenti progetti, avevano fatto venire alla luce che quei metodi poco trasparenti erano stati di fatto utilizzati per una vera e propria spartizione di fondi pubblici. In risposta a una di queste interrogazioni, lo stesso sottosegretario Zucchelli aveva dichiarato: «A nostro avviso la disciplina della procedura seguita non garantisce adeguatamente la trasparenza». Ora l'ISS può anche sostenere che questi finanziamenti siano stati attribuiti tramite il sistema della peer review, affermazione peraltro non verificabile dal momento che i nominativi dei revisori internazionali non sono noti e tuttavia quanto mai strano che i finanziamenti siano poi comunque stati assegnati a numerosi componenti della stessa commissione responsabile e a chi per loro. L'Istituto Superiore di Sanità voglia ora rispondere a sua volta, se ritiene, ma apertamente e in modo pertinente, alle questioni sollevate riguardo all'assegnazione dei fondi da esso operata, ma non solo. Infatti il 27 novembre l'On. Poretti ha presentato un'interrogazione parlamentare per capire come mai si sia deciso di proseguire con la fase II della sperimentazione del vaccino anti-AIDS promossa dall'ISS (v. intervista al prof. Aiuti), quando in più sedi erano stati denunciati finanziamenti poco chiari e effetti collaterali gravissimi. Una curiosità: è una piacevole sorpresa se non una strana coincidenza notare che lo stesso giorno dell'interrogazione veniva finalmente attivata sul sito dell'ISS una pagina di informazione sullo studio del vaccino anti-AIDS. Forse non un merito attribuibile alla sola Associazione Luca Coscioni, ma certo un piccolo passo avanti.

Venerdì, 4 gennaio, 2008 - 16:17

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it